mercoledì 21 gennaio 2009

La prima giornata: visita allo slum e alla scuola di Korogocho

Sveglia alle 6.30. Sono già sveglio da un ora e rifletto compiaciuto di essere qui in Kenya mentre i galli fanno a gara nel dare il saluto del risveglio.
Oggi, con ‘dad Edmond’ andiamo alla scoperta dello slum di Korogocho che dista circa 45 minuti da Alice Village.
Appena arrivati,conosciamo lo staff di Grapesyard, l’associazione -diretta dallo stesso Edmond- che ci ospita e che in collaborazione con l’italiana Twins International ha creato i progetti di Alice Village, di Alice Home e della scuola di Korogocho.
Con Charles, il nostro coordinatore locale, e con Elisa, la nostra coordinatrice italiana, ci rechiamo nella scuola attraverso lo slum. Ci sentiamo un po’ osservati… I bimbi gridano “wazungu, wazungu” (in swahili “bianchi, bianchi”) per indicare che siamo arrivati noi ‘estranei’. Cerchiamo di capire come si svolge la vita all’interno di una baraccopoli: falegnami, fabbri e molte donne che vendono su delle bancherelle più o meno stabili verdura pomodori, cavolfiore, legumi, delle banane, delle frittelle, del carbone per cucinare, dei vestiti di seconda mano… Stando attenti letteralmente a dove mettiamo i piedi, tra i rigagnoli di fogna e i mucchi di immondizie a cielo aperto, arriviamo nella scuola.
Charles ci racconta che ci sono tre tipi di scuole: le private (frequentate chiaramente da pochi eletti), le pubbliche (che ammassano decine di scolari per classe essendo completamente gratuite) e le ‘community schools’ che, supportate da organizzazioni internazionali, si collocano tra le altre due realtà. La scuola di Grapesyard accoglie circa 300 bimbi (e 10 insegnanti). La retta da versare è di 12 euro a trimestre, non tutte le famiglie possono permettersela e così Grapesyard cerca di aiutarle pagando parte della stessa garantendo così che qualche bambino in meno bivacchi tra la fogna e l’immondizia durante tutta la giornata…




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